CONVEGNO NAZIONALE PER LA TERAPIA ARTISTICA ANTROPOSOFICA

Il 21° Convegno Internazionale per la terapia artistica antroposofica si è tenuto a Dornach, in Svizzera, nei giorni 2-6 gennaio 2019 con il tema: 

Ansia e stress, ESSERE nel momento attraverso l’arte

Il Convegno si tiene di norma la prima settimana di gennaio, proprio sotto l’influsso delle Notti Sante ed è il Convegno di apertura di tutta la stagione del Götheanum che vede il dispiegarsi poi, di una ricca agenda di appuntamenti. 

 

L’Essere Arteterapia antroposofica chiede a chi si vuole mettere a disposizione, di sperimentare e superare personalmente ciò che poi arriva come domanda dal cliente; è un lavoro continuo sulla propria interiorità che ha come impulso la volontà di poterlo mettere a disposizione di chi, questa forza non c’è l’ha ancora. E così la grandezza dell’arte e la sua possibilità di risanare deriva anche da ciò che si è saputo trasformare acquisendo Venerazionecalma interiore fiducia come certezza di una Guida dei Mondi spirituali.

L’occasione per potersi confrontare con i temi trattati nelle conferenze del mattino arrivano quindi dalla ricca proposta di laboratori artistici condotti durante il Convegno.

Quest’anno 281 persone provenienti da 28 paesi diversi si sono quindi confrontate, hanno ascoltato e creato artisticamente durante i laboratori del mattino e del pomeriggio. Sono giornate dense e piene di calore, in cui la stanchezza è sostenuta dal grande nutrimento che si riceve. Non ci sono risposte o ricette, piuttosto il clima è quello della condivisione di esperienze, volontà di ricerca e conoscenza che attraversa linguaggi, metodologie e culture diverse ma tutti sotto un unico sole: l’antroposofia declinata nell’arteterapia.

Tra questi 28 paesi anche l’Italia era presente con circa 20 artiterapeuti formatisi alla scuola Stella Maris di Bologna e alla Scuola di Luca di Firenze: una significativa rappresentanza di A.I.A.T.A. (Associazione Italiana Arti Terapeuti Antroposofici) oltre a medici antroposofici strettamente collegati all’arteterapia.

Proprio le due formazioni citate hanno condotto due dei ventitré workshop all’interno del convegno, portando attraverso la pittura e secondo la metodologia della propria formazione, la possibilità di vivere in modo artistico i temi trattati nelle conferenze plenarie del mattino. Di seguito i laboratori proposti:

 

1. La presenza dello spirito del terapeuta dell’arte nella gestione dell’ansia e dello stress negli utenti (IT/EN).

Laforza terapeutica di Michele bilancia gli aspetti patologici dell’ansia e dello stress. Approfondiremo le risorse di terapia artistica inerenti a questo strumento con alcuni esercizi pittorici ispirati al metodo Stella Maris.Condotto da Angelo Antonio Fierro (Bologna, IT), medico antroposofico, e Carla Borri, arteterapeuta, (Bologna, IT).

2.  Ansia e stress come espressione dello squilibrio tra esterno e interno. (EN/IT).

Attraverso casi clinici ed esperienze di pittura studieremo questo conflitto più profondamente, cercando un approccio che, rafforzando il punto di incontro centrale, sviluppi un processo di guarigione. Condotto daPatrizia Anderle, medico antroposofo (Padova, IT) e Annamaria Saccuman, terapeuta dell’arte (Padova, IT).

 

C’è stata un’importante partecipazione di persone provenienti da varie parti del mondo (Estonia, Egitto, Cina, per citarne alcuni) ai laboratori italiani suscitando interesse per la metodologia sperimentata attraverso gli esercizi pittorici. 

L’aspetto interessante di tutto il Convegno dedicato al tema della paura è stato l’approccio del tutto positivo che ha illuminato la paura, riconoscendole così il suo compito evolutivo,  tanto da poter parlare di una Missione della paura

La domanda che ci ha accompagnato in questo percorso di quattro giorni è stata: Come possiamo collegarci a questo impulso artistico per superare la paura?

Ogni arteterapeuta sa che c’è bisogno di coraggio per lasciare andare qualcosa “di noi” e far sì che la presenza di Spirito si possa manifestare. A chi la paura la subisce, ammalandosi, questo Essere presenti in Spirito viene portato via. Nel processo artistico l’essere umano può così prendere in mano la propria biografia e la può sostenere, supportare ma anche vivificare e infine liberare.

Da sempre l’essere umano ha cercato nell’arte una modalità di sollevarsi dalla paura. In certi dipinti antichi si coglie la devozione per l’arte e le forze che essa poteva richiamare. Superare la paura è in relazione con l’impulso di libertà e ciò comporta una sfida anche sul piano corporeo: la paura, se non ci invade, fa sviluppare un sentimento positivo perché aiuta a incorporarsi meglio, diventiamo più coraggiosi. Senza paura non c’è coraggio e diventiamo più grandi quando abbiamo coraggio: l’Io si amplia. Non è solo il polo del cervello che viene coinvolto nella paura ma anche la parte ritmica e metabolica. L’io si àncora di più nel presente entrando bene nella corporeità e così si accresce come Essere Spirituale. La paura può sempre portarci a sviluppare nuove reazioni ma può anche paralizzare se non si richiamano le forze della verticalità dell’Io che attraverso la Coscienza può prendere atto e superare la paura. 

Il terapeuta ha bisogno del coraggio terapeutico e il cliente della fiducia di poter stare meglio.

Qualunque cosa accada, qualunque cosa possano arrecarmi l’ora ed il giorno che verranno, anche se essa è del tutto ignota, nessun timore da parte mia la potrà modificare. Io l’attendo con la più profonda quiete interiore, con animo immoto e silente come un mare tranquillo. L’ansia ed il timore ostacolano sempre il nostro sviluppo; mediante le onde del timore e dell’anima respingiamo ciò che vorrebbe venir incontro alla nostra anima dal futuro. L’abbandono a ciò che chiamiamo Divina Saggezza negli accadimenti, la certezza che ciò che verrà è dovuto ad una interiore e sconosciuta necessità e che dovrà in qualche modo produrre conseguenze benefiche, il suscitare un tale stato d’animo in parole, sentimenti, idee dispone al clima morale della preghiera di abnegazione. Tra le cose che dovremmo imparare nel nostro tempo vi è questa: il vivere nell’assoluta fiducia, senza nessun esteriore appiglio al nostro esistere, confidando nell’aiuto sempre presente del Mondo Spirituale. In verità non può oggi essere diversamente, pena il venir meno del coraggio. Educhiamo rettamente la nostra volontà e cerchiamo di destarci interiormente e consapevolmente ogni mattina ed ogni sera.”

(R.S. 17.02.1910)